IKI saluta tutti i percorritori della Via degli Etruschi!!

Museo Nazionale Etrusco "Pompeo Aria"

a cura della Direttrice Dott.sa Paola Desantis


 Via Porrettana Sud 13, Pian di Misano, Marzabotto (BO)
tel.(+39) 051 932353
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.     


Il Museo Nazionale Etrusco è intitolato alla memoria del Conte Pompeo Aria che sulle orme del padre Giuseppe organizzò il primo nucleo della collezione.
Sorge sul margine dell’ampia area archeologica, interamente di proprietà dello stato. È proprio la consistenza dei resti strutturali di questa antica città a fare del sito un caso unico nel panorama dei centri abitati etruschi. A differenza di altre città etrusche -come ad esempio l’antica Felsina che dall’antichità ad oggi fu popolata senza soluzione di continuità- qui l’abbandono del sito garantì la conservazione quanto meno dell’impianto urbano nel suo disegno originale, cosa che ci consente ancora oggi di percorrere le antiche strade lungo le quali si snodano case di abitazione, aree artigianali ed edifici sacri. Notevole è il segno di una pianificazione ispirata ai modelli urbanistici greco-coloniali, anche se orientata astronomicamente secondo la disciplina etrusca.

In assenza di notizie dagli autori greci e latini si ignora lo stesso nome di questo centro, la cui importanza emerge per altro evidente dalla ricca documentazione archeologica. Rinvenimenti di resti murari e reperti di vario tipo risalgono alla fine del XVIII secolo ma le prime scoperte significative si avranno solo alcuni decenni più tardi, in occasione dei lavori per la sistemazione a parco dell’area attorno alla villa, entrata a far parte delle proprietà della famiglia dei conti Aria nel 1831. Dal 1862 in poi si cimentarono negli scavi della città illustri archeologi dell’epoca da Gozzadini a Chierici fino a Brizio cui si deve, in particolare, la prima sistemazione in vetrine dei materiali all’interno della Villa Aria nonché la prima guida al museo e ai resti archeologici. Con l’acquisizione allo Stato dell’area archeologica nel 1933 il museo fu trasferito nell’attuale sede, nel pianoro di Misano, e l’assetto espositivo che oggi vediamo è quello del 1979, arricchito dai risultati degli scavi condotti con regolarità dagli anni cinquanta in poi.

La vicenda della città etrusca che occupò il Pian di Misano e la soprastante altura di Misanello durò circa due secoli, dalla fine del VI alla metà del IV secolo a.C.
Ciò che fa di tale sito un’eccezionale testimonianza nell’ambito della civiltà etrusca è l’impianto urbano della città, nella quale la regolare scansione modulare degli spazi è segno di una ben precisa pianificazione. Improntata alla dottrina urbanistica greca è l’ortogonalità di strade e isolati, la dislocazione di aree cultuali, abitative e produttive, anche se i segni della sua fondazione rituale sono fortemente radicati nelle norme religiose etrusche. Affacciata sul fiume Reno, che nell’antichità costituiva formidabile vettore di transito dall’Etruria tirrenica al Po, la città ebbe l’importante ruolo di cerniera di smistamento delle merci lungo tale asse. In particolare il flusso di metalli dalla Toscana dovette sostanziare una vivace attività metallurgica, sia per quanto riguarda il bronzo che il ferro. Cospicua è anche la produzione ceramica, sia di stoviglie che laterizi, alimentata dalla buona qualità dell’argilla locale e dalla ricchezza di acqua, imbrigliata con grande maestria in un capillare sistema di captazione e relativo smaltimento. La prosperità di questo centro fu interrotta alla metà del IV secolo a.C. dall’invasione celtica e nel mutato scenario della romanizzazione solo una fattoria si impostò sopra i resti dell’antica città, poi completamente abbandonata.

La vicenda della città etrusca di Marzabotto durò circa due secoli, dalla fine del VI alla metà del IV secolo a.C. quando le scorrerie celtiche ne causarono l'abbandono.

Le quattro vie principali scandiscono la pianta della città bassa in isolati regolari, occupati da case, impianti produttivi e da un tempio di pianta greca, dedicato al dio etrusco Tinia. Ben noti fino dall'800 sono i monumenti sacri sull'acropoli e le due necropoli esterne alla città, caratterizzate da tombe a cassone e segnacolo tombale.

A questi luoghi va aggiunto un santuario extraurbano legato al culto delle acque e a riti di sanatio.

Il museo illustra l'area archeologica e presenta i materiali più significativi rinvenuti nel corso degli scavi: dai vasi attici ai bronzi, dai segnacoli tombali alle necropoli, dai reperti da abitato ai templi. Fra i ritrovamenti più recenti spiccano per eccezionalità una testa di kouros in marmo greco, una statuetta femminile in bronzo e due ricchi corredi funerari dal vicino centro di Sasso Marconi.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalita illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di piu o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti ad un utilizzo dei cookie.